Mondo di Ace news 

Campionato a squadre over 50 libero
Squadra: Giudice Arnaldo 3.5, Mignucci Andrea 3.5, Militto Alessandro 3.4, D'Amico Andrea


Tabellone
06 Maggio TC Parioli b. Nomentano 2/1
GherardiFabrizio b. Mignucci Andrea 6/3 6/2
Biagiani Ugo b. GiudiceArnaldo 6/4 6/2
Biagianti-Gatti c. Giudice-De Bac 1/6 2/6

29 Aprile Nomentano b. Eur Tevere B 3/0
Militto Alessandro b. Rizzo Leopoldo 6/1 6/3
Giudice Arnaldo b. Sabatello Sandro 6/2 6/2
Giudice-Mignucci b. Rizzo-Sabatello

Calendario girone 1
04 Marzo Nomentano b. New Penta 2000 2/1
Militto Alessandro b. Brugnola Roberto 6/4 6/1
Giudice Arnaldo b. Rognoni Andrea 6/4 6/3
                                                                                Giudice-Militto c. Moschella-Rognoni 0/1 rit.  

11 Marzo ATP Tennis Helios c. Nomentano 0/3
Tonnarelli Grassetti Fabio c. Militto Alessandro 1/6 4/6
Morelli Massimiliano c. Giudice Arnaldo 0/6 0/6
Congiu-Morelli c. Militto-Giudice 4/6 4/6


25 Marzo Nomentano b. CT Acquasanta 2/1
Militto Alessandro b. Baruzzi Maurizio 6/4 6/0
D'Amico Andrea b. Caressa Marco 6/3 6/1
Mignucci-D'Amico c. Tommaso-Borgia 0/2 rit.
01 Aprile Colleferro c. Nomentano 1/2
Leonori Danilo b. Militto Alessandro 7/5 6/2
Mariani Salvatore c. Giudice Arnaldo 3/6 1/6
Leonori-Mariani c. Giudice-Mignucci 3/6 1/60

8  Aprile Nomentano b. Tennis Club T2 2/1 Militto Alessandro c. Fabi Fabrizio 2/6 7/5 2/6Giudice Arnaldo b. Farinelli Augusto 6/1 6/2  Giudice-Mignucci b. Fabi-Farinelli 6/2 6/4

Intervista ai fratelli Mogos


 Aureliano, Gabriele e Paolo

Allenamenti mirati al futuro del giovane Camilli


Lorenzo Camilli dal Garden agli USA

Vi seguo sempre sul vostro sito mondoace. Per esser più preciso, è uno dei pochi mezzi che ho per tenermi aggiornato su ciò che succede tennisticamente nel Lazio. Tra due settimane inizierò con la squadra del mio college (Armstrong State University/ conosciuti come Pirates) il campionato NCAA Division II, con l'obiettivo di migliorare la nostra posizione di terzi in classifica in tutti gli Stati Uniti a campioni d'America. A presto Lorenzo Camilli

Lorenzo ha varcato l'oceano per studiare, migliorare la sua conoscenza della lingua e della cultura americana ed al tempo stesso esportare il bel tennis italiano imparato al Tennis Club Garden con Pancho Di Matteo nel College in Georgia dove affinerà ulteriormente il suo già buono bagaglio tecnico 


                     A Wimbledon il fascino di giocare sull'erba è inalterato dal 19^ secolo 

Il silenzio è quello che ti colpisce quando giochi sul centrale di Wimbledon. Fai rimbalzare la palla lentamente sul morbido tappeto erboso, la lanci in aria per servire, la colpisci e senti l'eco del colpo. E di ogni colpo successivo : clac, clac, clac. L'erba tagliata con cura, la ricca storia dell'antico stadio, i giocatori vestiti di bianco, gli spettatori rispettosi, la venerabile tradizione, nessun cartellone pubblicitario in vista...     Rafael Nadal - "La mia Storia"

 1Secondo la tradizione, Wimbledon inizia sei settimane prima del primo lunedì di agosto e dura due settimane. Ma non è stato sempre in Church Road dove si svolge dal 1922; infatti prima di questa data aveva sede a Warple Road, in un'area di quattro acri di prato dove si giocava già il croquet. Inizialmente si chiamava "All England Lawn Tennis and Croquet Club." La competizione di tennis femminile invece venne introdotta nel 1884.

2) Nel primo torneo, dilettantistico, gli iscritti furono 22 e il prezzo d'ingresso per gli spettatori era di una sterlina e uno scellino. Il primo vincitore fu Spencer Gore, il quale vinse il match piazzandosi a rete e intercettando più palle possibili, tanto che gli fu anche contestato questo nuovo modo di giocare. Alla fine però la volée fu accettata, a patto che non si toccasse né oltrepassasse la rete con la racchetta

3) Nel 1879 la finale fu disputata e vinta da un prete, il reverendo John Hartley, vicario nello Yorkshire, opposto a quello che sarebbe stato un futuro assassino. Il giocatore, tale Goold, infatti anni più tardi a Montecarlo derubò dei suoi gioielli e assassinò una ricca danese.


4) La famosa erba di Wimbledon è un miscuglio di 70% di erba perenne ed è tagliata all'altezza esatta di 8 mm.


5) Durante il torneo vengono usate 40000 palle, testate ognuna per peso compressione e bilanciamento. Le palle gialle sono state introdotte dal 1986.

6) Sono circa 27000 kg le fragole offerte agli spettatori di Wimbledon ricoperte da 7000 lt di panna ,


300.000 le tazze di thé bevute durante il torneo,

90.00 le pinte di birra e

12.000 le bottiglie di champagne servite rigorosamente con fettine di salmone.



7) Il match più lungo è stato quello tra John Isner e Nicholas Mahut, durato 10 ore e poi sospeso in perfetta parità e ripreso il giorno successivo. 


Doppiò ampiamente il record precedente di 112 games e 5h e 12 minuti fra Pancho Gonzales e Charlie Passarel entrambi statunitensi nel 1966. Soltanto il primo set contò 46 games (allora non esisteva il tie-break).


8) Il match più corto fu invece la finale del 1881 fra William Renshaw e John Hartley finita 6-0 6-1 6-1 per Renshaw in 37 minuti.

9) Il vincitore più giovane di Wimbledon è stato Boris Becker, il quale vinse il titolo nel 1985 all'età di 17 anni e 227 giorni.

10) Le giocatrici vengono sempre appellate con "Miss" o "Mrs" durante il gioco (ad esempio quando il giudice di sedia dichiara il punteggio). I giocatori invece vengono indicati solo con il cognome.

11) Verde e viola sono i colori tradizionali del torneo di Wimbledon. I giocatori e le giocatrici invece devono indossare divise di gioco di color bianco, tuttavia piccoli accenni di altre tonalità sono possibili. Persino Federer, re dello stile, è stato multato perché portava delle scarpe dalla suola rosso arancio.

12) Tradizionalmente non si gioca nella "middle Sunday",cioè nella domenica che divide le due settimane del torneo ma per tre volte nella storia del torneo (l'ultima nel 2004) la pioggia ha costretto a giocare in quel giorno.

13) A Wimbledon non ci sono piccioni. C'è un falcone di nome Finnegan che sorvola I campi alle nove di mattina per oltre un'ora prima dell'apertura dei cancelli. Questo perché i piccioni, potrebbero distrarre i giocatori.


14) Dare in affitto una casa a Wimbledon per il periodo del torneo può fruttare 7,000 sterline alla settimana. Le agenzie di affitto registrano circa 150 contratti per le abitazioni che permettono di raggiungere a piedi Church Road, e comunque ce ne sarebbero ancora molte che restano sfitte.

15) Il record registrato a Wimbledon per l''incordatura di una racchetta è di 14 minuti. Lo scorso anno il team di incordatori era formato da 22 persone che hanno lavorato giorno e notte per incordare più di 2000 racchette con 14 miglia di corde. Gli incordatori devono avere un Master di incordatore, sostenere delle prove ed essere anche così fortunati da essere scelti.

Nascita della terra rossa

La prima superficie di un campo da tennis è stato naturalmente l'erba (ricordiamo che l'inventore del tennis fu inglese). Purtroppo, l'erba ha velocemente subito la concorrenza della terra battuta. Nel 1878, i fratelli Renshaw, parecchie volte campioni di Wimbledon, avevano deciso di costruire un Tennis Club su erba in francia (Cannes) ma velocemente si resero conto che, a causa del clima, la superficie si consumava. Fu così che nel 1880 i due fratelli ebbero l'idea di ricoprire il campo con una cipria proveniente da una macinatura di barattoli in fittile. Fu così che nacque la terra battuta! In confronto all'erba, la terra battuta ha costi molto più contenuti nella costruzione e nella manutenzione. Per questo motivo i campi da tennis su terra rossa conobbero un vero e proprio successo internazionale, soprattutto in Europa e in America del Sud, dove il clima è più favorevole. Col passare del tempo, la terra battuta subì qualche modifica nella sua composizione (oggi la terra è formata dal calcare e dal cotto); essa cambiò anche nel suo colore (la terra battuta è grigia o verde negli Stati Uniti).

Grande SLAM

Il termine Grande Slam ha un significato eterno nel tennis. Chi riesce a realizzare l'impresa di vincere in uno stesso anno tutti e quattro i tornei Major diventa immortale. Certo abbiamo parlato di impresa proprio perché é davvero complicato perseguirlo tant'é che non ci é ancora riuscito nemmeno quello che é considerato il tennista più forte della storia, Roger Federer con i suoi 17 Slam.

Rod LAVER

Rod Laver
Rod Laver

Rod Laver nel 1962, 53 anni fa, quando il tennista di RockHampton sconfisse in 4 set il connazionale Roy Emerson trionfando per la prima volta a New York. Oltre al primo Us Open in carriera peró il sentimento di grande felicità veniva anche da altro, il GRANDE SLAM, centrato prima nella storia solo da Don Budge nel 1938 e da Maureen Connolly nel 1953.

Don Budge
Don Budge
Emerson Roy
Emerson Roy

Rod Laver, il mancino dalla tecnica straordinaria, capace di alternare ottimi serve and volley ad eccellenti colpi da fondo campo. Un repertorio tennistico completo, con un rovescio giocato sia in back che in topspin. Uno di quelli con il talento innato ed un tennis brillante effiicace su ogni superficie. Da amatore, ricordiamo infatti che in quegli anni gli Slam erano aperti per i non professionisti, il talento oceanico si presenta a New York dopo aver trionfato in Australia e a Parigi sul connazionale Emerson e a Wimbledon nettamente su Marty Mulligan.

A guastargli la festa ci provó proprio Marty Mulligan, nel match della prova del nove sulla terra rossa del Roland Garros, quando Laver salvó un match point grazie ad una fantastica volée vincente. Rocket, questo il soprannome, si presentó a New York con tutta la pressione del mondo, con l' attenzione di tutti, che avrebbero senza dubbio voluto assistire all'impresa.

Sui campi in erba di Forrest Hill, l' avversario in finale fu ancora Roy Emerson, sconfitto in 4 set per 6-2 6-4 5-7 6-4. Rod dominó il primo set e si aggiudicó in controllo il secondo. Emerson, sostenuto dalla folla che chiaramente desiderava assistere ad un match lottato, riuscì a vincere il terzo per 7-5, arrendendosi peró per 6-4 nel quarto.

Era il 10 settembre, il giorno in cui Laver conseguí la gloria di fronte ad un pubblico numerosissimo. La leggenda australiana ci prese gusto, ripetendo l'impresa anche nel 1969, 7 anni dopo. 

Bjorn BORG 

Bjorn BORG, figlio unico, nacque a Sodertalje, a soli trenta minuti da Stoccolma, il 6 giugno del 1956 , l'anniversario dell'adozione della bandiera in Svezia.

La sua prima passione sportiva fu l'hockey su ghiaccio, ma ben presto capì che il suo vero grande amore era un altro. Suo padre, Rune, era uno dei più forti giocatori di tennis da tavolo e nel 1965 vinse il campionato cittadino e come primo premio una racchetta da tennis. La regalò a Bjorn. Il suo primo avversario fu il muro, avversario più temibile per un giocatore di tennis proprio perché è in grado di rimetterti in gioco qualsiasi palla. Immaginava partite tra Stati Uniti e Svezia e l'idea era quella che se riusciva a ribattere la palla per dieci volte consecutive conquistava un punto a suo favore. I suoi genitori non gli dissero mai quello che doveva o non doveva fare e Borg ammise che questo fu un bene perché se l'avessero fatto, molto presto il tennis lo avrebbe annoiato.

A soli 10 anni conobbe Percy Rosberg, il miglior allenatore di Svezia e chiese di poterlo allenare al Salk Club di Stoccolma, perciò, per i 5 anni successivi, Borg tutti i giorni saliva sul treno diretto a Stoccolma finita la scuola per poi tornare la sera insieme ai suoi genitori che andavano a prenderlo. Inizialmente tutti i suoi colpi erano eseguiti a due mani, per il semplice motivo che usava una racchetta troppo pesante. Tutti gli consigliavano di cambiare. Cominciò così a colpire il dritto a una mano, ma tutti pretendevano che cambiasse anche il rovescio.

Borg diceva loro che avrebbe sicuramente cambiato anche quello, ma dentro di sé sapeva che non l'avrebbe mai fatto.

A quattordici anni venne selezionato per rappresentare la Svezia a un torneo juniores a Berlino, ma la scuola rappresentava l'unico ostacolo.

I compagni lo soprannominavano "orsacchiotto" e gli insegnanti "orso grigio".

Nonostante gli ostacoli e le critiche di insegnanti che asserivano che non fosse ammissibile che un ragazzo interrompesse gli studi a quindici anni, nel marzo del 1972 Borg riuscì a partire in tempo per il Gran Premio di Madrid.

Qui ottenne la miglior vittoria della sua vita, quella più significativa per lui e per la sua carriera, battendo Jan Erik Lundquist in due set per 6-3, 6-2. Grazie a quella vittoria venne selezionato per la squadra di Coppa Davis che avrebbe incontrato la Nuova Zelanda a maggio. Questo segnò il decollo della sua carriera.

Doveroso menzionare anche il terzo capitolo interamente dedicato ai suoi maggiori avversari, primo fra tutti il grande John McEnroe. Sono proprio gli avversari a spiegare al lettore quali fossero secondo loro i punti deboli e quelli di forza di Bjorn Borg. A sua volta Borg spiega le particolarità del gioco di ognuno.

Sfogliando le pagine si capirà anche l'importanza che il torneo di Wimbledon ha sempre avuto per Borg. Lui stesso ha dichiarato che è sempre stato una sorta di celebrazione, ha sempre ammirato gli inglesi e la loro precisione. Vinse cinque volte consecutive a Wimbledon dal 1976 al 1981, due anni prima di ritirarsi

Bjorn Borg, vincitore di sei Roland Garros, cinque Wimbledon, 2 Masters, 1 WCT Finals e 1 Coppa Davis,è considerato uno dei tennisti più grandi di tutti i tempi, è sempre stato noto a tutti come "uomo di ghiaccio" o "sfinge", impassibile in campo e mai polemico nei confronti degli avversari, giudici di linea e arbitri. all'età di diciotto anni, gli rilevarono trentotto pulsazioni alla visita medica per il servizio militare. Questo non corrispondeva a verità assoluta e rappresentò solo un caso isolato anche perché durante le sue giornate Borg rilevava cinquanta pulsazioni la mattina ed arrivava a sessanta nel pomeriggio. Ovviamente durante le partite il ritmo cardiaco si alterava ulteriormente come a tutti i comuni mortali. Si è sempre posto una domanda sui giornalisti: " Se assistono ai miei incontri, perché poi mi chiedono che cosa è successo?". Secondo il suo pensiero se un giornalista assisteva ai suoi incontri, era in grado di giungere da sé al perché aveva perso oppure vinto.

Aveva addirittura un vantaggio in più rispetto a lui: durante un match , se era in grado di fare bene il suo lavoro, sapeva già quanti doppi falli aveva commesso, quali erano stati i suoi punti di forza e quali le sue debolezze. Lui invece avrebbe dovuto aspettare la fine dell'incontro prima di poter consultare i dati statistici.

Per questo motivo Borg definiva le conferenze stampa del dopopartita come "folli invenzioni". In più, la maggior parte delle volte, riteneva insulse le domande poste dai giornalisti inviati . Le domande più irritanti sono sempre state quelle riguardo l'età o l'incordatura della sua racchetta, proprio perché erano informazioni facilmente rintracciabili da chiunque, come poteva non saperle un giornalista professionista? Era formidabile, serio, educato, non metteva mai in discussione l'arbitro e non stuzzicava l'avversario per farlo innervosire.

Ogni direttore di gara era felice di essere presente ad una sua partita, ma esiste un "però". Il suo essere educato in campo, il più delle volte lo danneggiava e lo portava a perdere fino a una mezza dozzina di punti per partita, anche perché ancora non esisteva quello che è stato da molti definito una vera e propria salvezza per il tennis, cioè l'occhio di falco . Borg spiegò come mai in campo riuscisse ad essere così poco emotivo dicendo che le sue "arrabbiature" le teneva per sé. Raccontò che quando aveva dodici anni, continuava a buttare per terra la racchetta e barava sempre ed è lui stesso a definire questo suo atteggiamento come un "caso clinico". Tirava palle in tribuna e i suoi genitori decisero di non assistere più ai suoi incontri perché si vergognavano. Fu sospeso per sei mesi dall'associazione di tennis svedese e per lui essere designato come "pecora nera" del tennis nel suo paese divenne un trauma. Decise così di fare un lavoro su se stesso e di tenere per sé gli impulsi che scaturivano quando in campo uno dei suoi avversari barava. Un campione ed un uomo che ha fatto del tennis la sua vita, non lasciando mai spazio a polemiche, non perché privo di personalità e carattere, ma per comportarsi con lealtà, rispetto e serietà nei confronti degli avversari. 

Occhio di falco

L'occhio di falco (hawk-eye), o challenge, è un sistema elettronico che permette di verificare se la chiamata del giudice di linea è corretta oppure no. Esso è, in sostanza, la moviola in campo ed è stato introdotto dalla federazione nel 2005, dando la possibilità a qualsiasi torneo di munirsi di questa meraviglia tecnologica.

Prima di esso, il tennis ha vissuto esilaranti liti fra giudici di linea e giocatori piuttosto focosi come John McEnroe o Goran Ivanisevic, quando credevano di essere stati "derubati" di alcuni punti fondamentali. Memorabile, ad esempio, il "You cannot be serious!" (Non puoi essere serio!) gridato da un imbufalito McnEnroe al giudice di sedia.

Oggi, fortunatamente, questi battibecchi in campo non si vedono più (o quanto meno più raramente) e tutto grazie all'occhio di falco. Se un tennista ha il lecito dubbio che il giudice di linea abbia commesso un errore, può chiamare l'occhio di falco per la verifica, che giudicherà immediatamente se la palla è dentro o fuori. Ogni giocatore possiede tre chiamate in un set, più un'altra qualora dovesse esserci il tie-break.

Se il tennista che ha chiamato l'occhio di falco è in errore (pensava che la palla fosse dentro quando invece era stata chiamata fuori), perde sia il punto che la chiamata. Ponendo il fatto che le opportunità per set sono tre, gliene rimarrebbero altre due. Se invece aveva ragione, si dovrà ripetere il punto e manterrà inalterato il numero delle sue chiamate. Dove viene utilizzato l'occhio di falco? In realtà esso non è obbligatorio ma è largamente presente in molti tornei Atp 500 e in tutti gli Atp Master 1000. Ovviamente c'è anche in tutti e quattro gli Slam. Essendo un'apparecchiatura molto costosa, l'occhio di falco viene montato solo sul campo centrale e, in qualche torneo, anche nei campi numero due e tre. L'eccezione a questa "regola" è rappresentata dal prestigioso torneo di Indian Wells (un Master 1000) dove l'occhio di falco è montato su tutti i campi. Sulla terra rossa la moviola in campo non è presente: su questa superficie la pallina calca un segno indelebile, lasciando all'arbitro un margine di errore pari a zero.